La vera storia di Babbo Natale

La vera storia di Babbo Natale
La vera storia di Babbo Natale

La vera storia di Babbo Natale, manca poco al Natale e per chi ha figli piccoli o per chi ha un acceso spirito natalizio in tutte le sue manifestazioni, anche le più pagane, una visita ad uno dei vari villaggi di Babbo Natale o mercatini di Natale è un modo carino e poco impegnativo per entrare nell’atmosfera natalizia, ce ne sono diversi anche in Italia e non è necessario arrivare in Lapponia!

Ma chi è Babbo Natale, siamo sicuri di conoscerlo davvero?

La vera storia di Babbo Natale
La vera storia di Babbo Natale

Conosciamo quello che nell’immaginario collettivo moderno è un arzillo ed opulento vecchietto, con un’ aria simpatica che dispensa doni ai bimbi di tutto il mondo, ma come si arriva a quest’immagine?

In origine era Santa Claus (San Nicola). Nicola nasce in Grecia intorno al 280 d.C. diviene vescovo di Myra, cittadina romana del sud dell’Asia Minore, nell’attuale Turchia. Nicola si guadagna la reputazione di fiero difensore della fede cristiana in anni di persecuzioni e trascorre molti anni in prigione finché, nel 313, Costantino emana l’Editto di Milano che ne autorizzava il culto.

Nell’iconografia antica nessuna immagine somiglia troppo all’idea che abbiamo oggi di Babbo Natale. Aveva solo capelli e barba grigia a ricordarcelo.

Le presunte reliquie del Santo, morto il 6 Dicembre 343 d. C. furono portate a Bari nel 1078, da un gruppo di marinai e sacerdoti baresi arrivati fino a Myra per impadronirsene e si trovano oggi nella cripta della Basilica di San Nicola. Un’antropologa inglese, Catherine Wilkinson, ha cercato di ricostruirne l’aspetto studiandone i resti. Ne è risultato un un uomo anziano, dalla pelle olivastra, il naso rotto forse nel corso delle persecuzioni, e barba e capelli grigi.

La vera storia di Babbo Natale
La vera storia di Babbo Natale

I miracoli di San Nicola:

Santa Claus diventa protettore dei bambini grazie ad una serie di miracoli che gli vengono attribuiti:

  • uno dei suoi miracoli più conosciuti riguarda 3 bambini:  Nicola entra in una locanda il cui proprietario aveva ucciso tre bambini, li aveva fatti a pezzi e messi sotto sale, il proprietario della locanda si apprestava a servirne la carne agli ignari avventori. Nicola non solo scopre il delitto, ma resuscita anche le vittime.
  • Racconta la leggenda che nella città dove si trovava il vescovo Nicola, un padre, non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie e farle così sposare convenientemente, avesse deciso di mandarle a prostituirsi. Nicola, venuto a conoscenza di questa idea, si recò a casa delle giovani per donare loro  tre sacchietti di monete d’oro, non trovando nessuno in casa le gettò dal camino. Le monete costituirono la dote delle fanciulle, salvandone la purezza.

La sua reputazione di donatore segreto crebbe con il tempo, e divenne famoso soprattutto per depositare monete o dolcetti nelle scarpe dei bambini appositamente messe fuori di casa, a volte in cambio di carote o di fieno per foraggiare i suoi cavalli.

La vera storia di Babbo Natale
La vera storia di Babbo Natale

Dal miracolo delle monete dal camino e dalla tradizione di mettere doni nelle scarpe deriva la nostra tradizione di appendere calze ai camini e riempirle con doni per i bambini e monete di cioccolata.

Rimase una figura popolare di culto nel Medioevo, con feste annuali celebrate il giorno della sua morte, il 6 dicembre, personaggi benestanti erano soliti fare piccoli doni ai bambini, di solito nelle loro scarpe, in onore del Santo.

All’incirca nello stesso tempo in cui Nicola visse, Papa Giulio decise di fissare la data per la celebrazione della nascita di Gesù al 25 dicembre. In quel periodo i pagani celebravano l’arrivo dell’inverno (solstizio d’inverno) e in questo modo il Papa sperava di utilizzare la festività per cristianizzare le celebrazioni.

Alla fine, la festa di San Nicola divenne anche associata con il 25 dicembre e la sua connessione con il Natale è stata stabilita.

San Nicola in America
Gli immigrati nordeuropei portarono con sé le varie leggende nate intorno alla figura del santo, quando fondarono le prime colonie nel Nuovo Mondo. Quelli olandesi, rimasti affezionati a san Nicola, diffusero il suo nome, “Sinterklaas” da cui Santa Claus, com’è conosciuto negli Stati Uniti.

Poi, nei primi decenni dell’Ottocento, diversi poeti e scrittori cominciarono ad impegnarsi per trasformare il Natale in una festa di famiglia, recuperando anche la leggenda di san Nicola. Fu la volta di un libretto anonimo in versi, The Children’s Friend, con la prima vera apparizione di Santa Claus, associato al Natale “ma privato di qualsiasi caratteristica religiosa, e vestito nelle pellicce tipiche dei buffi portatori di doni germanici”. Questo Santa porta doni ma infligge anche punizioni ai bambini cattivi, e il suo carro è trainato da una sola renna.

Le renne diventano otto e il carro diventa una slitta nella poesia A Visit From St. Nicholas, scritta nel 1822 da Clement Clark Moore per i suoi figli ma diventata subito “virale”. Per molti decenni Santa Claus viene rappresentato con varie fattezze e con vestiti di varie forme e colori. Solo verso la fine del secolo, grazie soprattutto alle illustrazioni di Thomas Nast, grande disegnatore e vignettista politico, si impone la versione “standard”: un adulto corpulento, vestito di rosso con i bordi di pelliccia bianca, che parte dal Polo Nord con la sua slitta trainata da renne e sta attento a come si comportano i bambini.

Ritorno in Europa … in sovrappeso!

Il colore dell’abito oscilla tra il rosso e il verde, due colori presenti già nell’iconografia classica religiosa in cui San Nicola viene raffigurato spesso con una cappa di colore verde oppure verde e rossa.

Quest’ immagine giunge in America con gli immigrati europei ed il marketing fa il resto, sembra infatti che sia stata la Coca Cola a standardizzare l’immagine che abbiamo noi oggi di Babbo Natale attribuendogli delle fattezze più opulenti e rassicuranti proprie di un vecchietto che elargisce doni ai bambini; la sua giubba rossa, con pellicciotto bianco, come è giusto che indossi chi proviene da terre tanto fredde. Il bianco e il rosso proprio come i colori della Coca Cola! Si realizza una delle più grandi operazioni d’immagine e di marketing della storia. Il Babbo Natale che immaginiamo noi è proprio quello presente in un’immagine diffusa nel 1930, che resterà nel nostro immaginario: un babbo Natale che beve Coca Cola in mezzo alla folla realizzata dall’artista Fred Mizen:

La vera storia di Babbo Natale
La vera storia di Babbo Natale

Una volta standardizzata (grazie anche alle pubblicità della Coca-Cola) la figura di Santa Claus torna in Europa in una sorta di migrazione inversa, adottando nomi come Père Noel, Father Christmas o Babbo Natale e sostituendo un po’ ovunque i vecchi portatori di doni. A diffonderla sono anche i soldati americani sbarcati durante la Seconda mondiale, e l’allegro grassone finisce per simboleggiare la generosità degli USA nella ricostruzione dell’Europa occidentale.

Naturalmente, c’è anche chi nel Babbo Natale di origine yankee vede nient’altro che il simbolo della deriva consumista del Natale. Altri lo rifiutano o lo snobbano in nome della tradizione, inquadrandolo semplicemente come simbolo pagano e consumista appunto, negandone o ignorandone l’origine religiosa. Come i non pochi italiani ancora affezionati a santa Lucia, alla Befana o al vecchio, originale san Nicola, festeggiato ancora il 6 Dicembre.

CURIOSITA’ su Santa Claus

  • La devozione a San Nicola è molto forte in Russia, tanto che migliaia di fedeli durante l’anno raggiungono la città di Bari.
  • In Europa, poco prima degli anni ’30, un radio speaker lappone in prossimità del Natale, decise di fare una rivelazione ai bambini: così raccontò loro che aveva scoperto che Babbo Natale aveva una casa e un indirizzo al quale potevano inviare le loro letterine con i desideri… così nacque la tradizione delle letterine, e Babbo Natale prese dimora al Polo Nord, in Lapponia.
La vera storia di Babbo Natale
La vera storia di Babbo Natale

Se avete dei bimbi e volete che si divertano ad inviare la letterina esiste un indirizzo reale e si può ricevere anche la risposta di “Babbo Natale” con tanto di timbro delle poste finlandesi e francobollo a tema. L’indirizzo è il seguente:

Babbo Natale

Joulupukki, Joulupukin Pääposti,

FI-96930 Napapiiri, Finlandia.

Oppure sul sito delle poste finlandesi con l’apposita sezione dedicata a Santa Claus.

La vera storia di Babbo Natale

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

*